FONDO PER IL SOSTEGNO ALLE IMPRESE DEL TURISMO – BONUS TURISMO 2026

Il Bonus Turismo 2026 è un’iniziativa strategica promossa dal Ministero del Turismo per potenziare la competitività del comparto ricettivo e turistico nazionale. Il bando mira a trasformare l’offerta turistica italiana attraverso il sostegno a progetti che favoriscano la destagionalizzazione dei flussi, l’accelerazione della transizione digitale e l’adozione di rigorosi criteri di sostenibilità ambientale, sociale e di governance (ESG). L’obiettivo centrale è incentivare la riqualificazione energetica e l’innovazione tecnologica delle strutture, promuovendo un modello di turismo responsabile e inclusivo capace di eccellere sui mercati internazionali.

Beneficiari

Possono accedere alle agevolazioni gli operatori che esercitano attività d’impresa nel settore turistico.

Agevolazioni

L’agevolazione è composta da un mix tra contributo a fondo perduto e finanziamento agevolato.

  • Contributo a fondo perduto: concesso nel limite massimo del 30% delle spese ammissibili e fino a un importo di euro 4,5 milioni.
  • Finanziamento agevolato: concesso nel limite massimo del 70% delle spese ammissibili, con una durata massima di 5 anni. Il tasso di interesse è pari al 20% del tasso di riferimento vigente alla data di concessione.

Il cumulo tra il contributo a fondo perduto e finanziamento agevolato non può in ogni caso superare il costo ammissibile del progetto d’investimento.

Spese ammissibili

Il piano di investimento deve riguardare lo sviluppo dell’offerta turistica attraverso le seguenti direttrici:

  1. Miglioramento dell’efficienza energetica degli immobili o di parti autonome degli stessi. Gli aiuti devono rendere possibile un miglioramento della prestazione energetica dell’edificio misurata in energia primaria di almeno:
    1. il 20 % rispetto alla situazione precedente all’investimento in caso di ristrutturazione di edifici esistenti;
    2. il 10 % rispetto alla situazione precedente all’investimento nel caso di misure di ristrutturazione riguardanti l’installazione o la sostituzione di un solo tipo di elementi edilizi quali definiti dalla direttiva UE, se tali misure di ristrutturazione mirate non rappresentano più del 30 % della parte del bilancio del regime destinata alle misure di efficienza energetica;
    3. il 10 % rispetto alla soglia fissata per i requisiti relativi agli edifici a energia quasi zero nelle misure nazionali di trasposizione della direttiva UE nel caso di edifici nuovi. La domanda energetica primaria iniziale e il miglioramento previsto sono stabiliti facendo riferimento a un attestato di prestazione energetica.
  2. Tutela ambientale tramite impianti e attrezzature volti a ridurre l’inquinamento o adattare i metodi di produzione.
  3. Digitalizzazione degli edifici per aumentare la predisposizione all’intelligenza artificiale e all’automazione.
  4. Riqualificazione di strutture specifiche come piscine, impianti termali, centri wellness e congressi.
  5. Acquisto di asset immateriali (software, brevetti, licenze) per l’innovazione dei processi.

Sono ammesse nel dettaglio le spese relative a:

  • Efficienza energetica: coibentazione dell’involucro edilizio e delle reti di distribuzione; sostituzione serramenti; pareti ventilate; tetti verdi o giardini verticali; sistemi schermanti e climatizzazione passiva; efficientamento illuminazione, ascensori, scale mobili e impianti piscine/ristorazione; rimozione amianto funzionale; caldaie a condensazione ad alta efficienza; climatizzazione a zone con fan coil o pavimenti radianti; ripristino strutturale di edifici preesistenti; sostituzione pavimenti e rivestimenti con materiali sostenibili; pergotende bioclimatiche; riduzione consumi idrici.
  • Energia da fonti rinnovabili: pannelli fotovoltaici, impianti solari termici, geotermici e pompe di calore (nel limite dell’autoconsumo); sistemi di stoccaggio energia (con assorbimento minimo del 75%); recupero acqua piovana.
  • Digitalizzazione e Infrastrutture: cablaggio passivo interno e infrastruttura a banda larga sulla proprietà; collegamento a teleriscaldamento/teleraffrescamento; colonnine di ricarica veicoli elettrici; gruppi frigoriferi ad alta efficienza; efficientamento aree pernottamento (piazzole).
  • Asset immateriali: acquisto o sviluppo di programmi informatici, brevetti, licenze, know-how e conoscenze tecniche non brevettate per l’innovazione tecnologica e la destagionalizzazione.
  • Consulenze: solo per le PMI, spese di consulenza strettamente connesse agli interventi, nel limite del 4% dell’importo complessivo.

Limiti di investimento e tempistiche

  • Investimento minimo: euro 1.000.000,00.
  • Investimento massimo: euro 15.000.000,00.
  • Periodo di ammissibilità: interventi avviati successivamente alla presentazione della domanda e conclusi entro 18 mesi dalla concessione (comunque non oltre il 30 settembre 2028).

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