Oltre 930 milioni di euro, due sportelli, una sola filiera.
Opportunità per la filiera Automotive di ricevere finanziamenti per R&S e investimenti: gli Accordi per l’innovazione coprono fino al 50% dei costi di ricerca industriale, i Mini Contratti di sviluppo fino al 70% degli investimenti produttivi. Ma il tempo conta: le domande sono esaminate in ordine di arrivo e il primo sportello apre il 25 novembre 2026.
A chi si rivolgono
- Beneficiari: imprese che progettano, producono, assemblano, trasformano o manutengono veicoli a motore per il trasporto su strada e i relativi componenti, sistemi e tecnologie.
- Esclusi: settori aeronautico, ferroviario e navale; imprese di solo commercio, distribuzione, noleggio o rivendita.
- Obiettivi: nuovi veicoli e propulsione a minori emissioni; componenti e tecnologie per la mobilità sostenibile, autonoma e connessa; riconversione verso tecnologie strategiche, anche dual use.
- Requisiti comuni: contabilità ordinaria, DURC regolare, polizza catastrofale già stipulata, progetto non ancora avviato.
- Riserva Mezzogiorno: 40% delle risorse, in entrambe le misure.
Le due misure a confronto
La differenza di fondo è nell’oggetto: gli Accordi coprono solo costi di ricerca e sviluppo, i Mini Contratti richiedono sempre un investimento produttivo.
| Accordi per l’innovazione | Mini Contratti di sviluppo | |
|---|---|---|
| Cosa finanzia | Progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale | Investimenti produttivi; formazione e ricerca solo come progetti collegati |
| Risorse | 631 milioni di euro | 300 milioni di euro |
| Spese ammissibili | Da 5 a 40 milioni di euro | Da 5 a meno di 20 milioni di euro |
| Durata | Da 18 a 36 mesi, con proroga fino a 12 mesi | Entro 36 mesi dalla concessione, con proroga fino a 12 mesi |
| Beneficiari | Imprese della filiera e Centri di ricerca; università e organismi di ricerca solo come co-proponenti | Imprese della filiera di ogni dimensione; grandi imprese solo nelle aree assistite |
| Progetti congiunti | Fino a 5 soggetti, capofila incluso | Fino a 5 imprese, con almeno 1,5 milioni di euro di spese ciascuna |
| Agevolazione | Contributo alla spesa fino al 50% sulla ricerca industriale e al 25% sullo sviluppo sperimentale; finanziamento agevolato facoltativo fino al 20% dei costi | Contributo a fondo perduto più finanziamento agevolato; aiuto massimo dal 10% al 70% secondo dimensione d’impresa e area |
| Cumulo con altri aiuti | Non ammesso sulle stesse spese, de minimis incluso | Ammesso, anche con il de minimis, entro i massimali europei |
| Valutazione | Almeno 70 punti su 105, con soglie minime per criterio | Valutazione di merito; concessione entro 120 giorni dalla domanda |
| Apertura sportello | 25 novembre 2026, con compilazione guidata dall’11 novembre | Data da fissare con provvedimento del MIMIT |
| Vincolo dopo il progetto | Nessuna cessazione o rilocalizzazione per 5 anni, 3 per le PMI | Beni mantenuti nell’unità produttiva per 5 anni, 3 per le PMI |
Ricerca e investimenti produttivi hanno ora due canali dedicati, pensati per la stessa filiera e con gli stessi obiettivi. Il primo passo è capire quale spesa rientra in quale misura: per molte imprese la risposta può essere entrambe.
Le risorse sono importanti, ma si assegnano in ordine di arrivo e fino a esaurimento. Chi si presenta all’apertura con progetto, numeri e documenti pronti parte in vantaggio.
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