Regione Lombardia sostiene le PMI lombarde dei settori moda, tessile, accessorio e design attraverso due misure dedicate alla crescita competitiva, all’innovazione e al rafforzamento delle filiere: il Bando Tertium e il Voucher di Accelerazione.
Il Bando Tertium finanzia progetti di sviluppo strategico e operativo, finalizzati al consolidamento della posizione sul mercato, alla diversificazione dell’attività, al lancio di nuovi prodotti o marchi e alla transizione ecologica e digitale dei processi aziendali. La misura prevede un contributo a fondo perduto pari al 60% delle spese ammissibili, fino a un massimo di 150.000 euro, a fronte di investimenti compresi tra 60.000 e 500.000 euro.
Sono ammissibili, tra le altre, spese per nuovi macchinari, impianti, attrezzature, software, licenze, servizi cloud e SaaS, percorsi di accelerazione e prestazioni specialistiche, quali formazione avanzata, design di prodotto, consulenze per certificazioni ambientali e di sostenibilità, tecnologie abilitanti e tutela di marchi, disegni e modelli.
Il Voucher di Accelerazione sostiene invece le imprese che intendono partecipare a percorsi professionalizzanti presso incubatori o acceleratori riconosciuti da Regione Lombardia. L’agevolazione copre l’80% delle spese sostenute per il percorso di accelerazione, con un contributo aggiuntivo del 10% per le imprese a titolarità giovanile o con quota giovanile prevalente nel sistema di amministrazione. Le spese massime riconoscibili sono pari a 40.000 euro.
Questa misura è particolarmente utile per le imprese che vogliono rafforzare il proprio modello di business, creare nuove relazioni di filiera, valorizzare la sostenibilità ambientale e sociale, sviluppare reti di qualità artigiana e favorire il passaggio generazionale nei settori moda e design.
Il Bando Tertium e il Voucher di Accelerazione rispondono a esigenze diverse, ma possono essere letti all’interno di una logica comune: sostenere la competitività delle PMI lombarde attraverso investimenti, innovazione, sostenibilità e rafforzamento delle competenze strategiche. Per le imprese interessate, la fase più delicata è quella preliminare: occorre verificare l’ammissibilità soggettiva, la coerenza del progetto con le finalità del bando, la corretta qualificazione delle spese e la capacità di descrivere in modo convincente gli obiettivi di sviluppo.
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